Testo e tessuto

Il termine webletteratura è un neologismo formato dal prefisso 'web', che si riferisce a Internet, e dal sostantivo 'letteratura' e indica una pratica che può essere considerata un nuovo genere letterario. Sebbene la webetteratura non sia ancora chiaramente definita come genere letterario e i criteri generali per determinare il canone letterario siano in costante evoluzione – al punto che classificare le opere letterarie è quasi impossibile – si può tranquillamente affermare che lo sviluppo tecnologico di Internet ha rivoluzionato non solo i metodi di comunicazione quotidiana, ma anche quelli della narrazione.

Sebbene il termine webletteratura possa sembrare artificioso ad alcuni, per altri il legame tra il web e la letteratura non è affatto una novità. In effetti, il tessuto è stato a lungo utilizzato come metafora del testo narrativo, fin dai tempi antichi, e la radice latina della parola testo è, appunto, tèxere. Il web, più propriamente definito ipertesto, è già presente come struttura testuale in molti libri stampati, il più antico dei quali è probabilmente l’I Ching, Il Libro dei Mutamenti, che risale al II secolo a.C. Mentre il concetto di testo come tessuto è ben consolidato nella tradizione letteraria, le nuove forme letterarie più strettamente associate alla webletteratura sono di origine più recente e sono state create quasi contemporaneamente all’invenzione del personal computer intorno agli anni ’50.

Ad oggi, tuttavia, la letteratura web non si è ancora affermata come genere letterario a causa della mancanza di un corpus sufficientemente consistente da cui selezionare le opere più significative e stabilire così un canone basato su criteri qualitativi. Esistono tuttavia singole opere originali e distintive che fanno parte della più ampia cultura digitale. D'altra parte, non si può affermare che la webletteratura si sia completamente emancipata dal genere dei videogiochi, data la sua caratteristica natura aleatoria e gli effetti audiovisivi tipici dei videogiochi. A un esame più attento, anche il videogioco può essere considerato una forma di narrazione interattiva, legata all'abilità del giocatore, ed è forse proprio questo aspetto comune tra le due espressioni artistiche a far sorgere il problema della mancata accettazione della webletteratura da parte di un pubblico più ampio.

Il successo della webletteratura sembra essere legato allo sviluppo tecnologico. Negli ultimi anni si è intensificato il dibattito sul passaggio dai libri cartacei agli e-book, con particolare attenzione ai dispositivi informatici più sofisticati che facilitano l’interazione con l’utente. L'evoluzione e l'innovazione di queste piattaforme tecniche e dei metodi di elaborazione sono fattori integranti e determinanti nella letteratura elettronica. Se è vero che i nuovi mezzi di comunicazione fanno già parte della vita quotidiana e stanno modificando costantemente le abitudini di innumerevoli persone, attraverso la letteratura digitale questa modernizzazione diventa tangibile e crea una transizione dalla conoscenza alla comprensione della nuova corrente culturale. Si potrebbe avanzare l’ipotesi – e questa funge da speranza – che, date queste premesse, la letteratura elettronica godrà di una più ampia accettazione, sostenuta dalla diffusione dei nuovi media, e che sarà così in grado di avviare il processo che la eleverà allo status di genere letterario autonomo.

Da un punto di vista narratologico, le modificazioni apportate dal web potrebbero inizialmente sembrare dirompenti, rivoluzionarie e anarchiche, considerando i discorsi sulla «morte dell’autore», sostituito da «un nuovo tipo di lettore», sulla «distruzione della linearità», sulla «fine dell’era di Gutenberg» e sull’inizio di un’«era digitale» in cui le trame sono soggette al libero arbitrio del lettore-scrittore. Ma non temete, perché nella webletteratura gli autori non vengono uccisi, nessuno vuole bruciare libri e tanto meno rompere con le categorie narratologiche classiche. Semmai, c’è un passaggio dai paradigmi della letteratura cartacea a quelli della webletteratura, una modifica delle categorie narratologiche e uno sviluppo della dimensione spazio-temporale della lettura. Queste innovazioni affondano le loro radici nelle modalità e nelle applicazioni dei nuovi media. Per quanto riguarda la trama, ad esempio, va detto che nella letteratura ipertestuale ogni lettore-utente può interagire e scegliere una sequenza a proprio piacimento, creando così una trama lineare. L’opera nel suo complesso è multilineare, quindi applicare il concetto di non linearità è errato. I ruoli di autore e lettore si invertono al punto da fondersi in un nuovo tipo di autore, che, in un romanzo collettivo, può anche limitarsi a osservare come gli utenti sviluppano la trama, e in un nuovo tipo di lettore, che partecipa attivamente alla creazione del romanzo.

Al fine di illustrare il campo della letteratura web, questo saggio propone una classificazione delle nuove forme letterarie utilizzando una matrice bidimensionale. La prima dimensione riguarda la letteratura ed è tracciata sull'asse orizzontale, mentre la seconda dimensione riguarda le funzioni informatiche ed è tracciata sull'asse verticale. I paradigmi di ciascuna dimensione sono disposti lungo entrambi gli assi; sull'asse dell'informatica abbiamo software, ipertesto, link, interfaccia, video, audio, interazione, movimento nello spazio, blog, reti, utenti e così via. Sull'asse orizzontale potremmo invece collocare l'autore, i lettori, il testo ed elencare i generi di prosa e poesia (fantascienza, romanzo, giallo, poesia concreta) nonché le varie categorie narratologiche. Tutti questi fattori possono essere collegati, analizzati e definiti per fornire un quadro di riferimento per le nuove forme letterarie.

La letteratura ipertestuale su Internet rappresenta un’evoluzione della cosiddetta computer literature, che in precedenza era disponibile solo su CD-ROM. La letteratura ipertestuale, d’altra parte, come suggerisce il nome, si avvale dell’HTML; tuttavia, occorre distinguere tra due tipi di letteratura ipertestuale (e qui ci riferiamo alla narrativa in prosa). Nel primo, l’autore dell’opera letteraria progetta l’intera struttura narrativa, attraverso la quale il lettore può navigare, e scrive i vari testi da leggere. L’autore rinuncia al ruolo di decidere la sequenza dei capitoli e concede al lettore l’opportunità di interagire. Questa è una delle caratteristiche fondamentali della letteratura elettronica, perché è proprio attraverso l’interazione del lettore che viene spezzata la linearità del testo. Tuttavia, la figura dell’autore rimane intatta, poiché si rivela per nome e attraverso i suoi indizi testuali. Nel secondo tipo, invece, l’autore si limita a ideare la trama e l’ambientazione della storia, oltre a gestire lo sviluppo della narrazione, che è scritta interamente da un gruppo di utenti. Ciò dà origine a romanzi collettivi, in cui il lettore diventa scrittore.

I limiti di queste opere digitali sono determinati dalle scelte stilistiche dell’autore o dall’interconnessione dei vari capitoli scritti dai lettori-scrittori. A seconda del grado di elaborazione, si distingue tra un testo «forte» – caratterizzato da collegamenti precisi e coerenti nel loro insieme – e un testo «debole», che include vicoli ciechi, ovvero voci non collegate in modo esaustivo. Quando parliamo di “opera aperta”, quindi, oltre che di libertà di scelta nella navigazione, ci riferiamo in realtà sempre a oggetti che sono comunque finiti e relativi. Resta tuttavia vero che la webletteratura altera la forma del testo, che non ha né inizio né fine e non è statico, ma è accessibile da vari punti ed è mobile.

Nell'ambito della poesia, tuttavia, la situazione è completamente diversa, poiché in questo caso il punto di partenza non è il lettore, bensì il medium stesso. La caratteristica distintiva della poesia elettronica, così come della net poetry, è che entrambe nascono da concetti artistici e astratti che difficilmente il lettore medio conosce o comprende. La poesia elettronica si riferisce a un tipo di testo creato da un generatore di parole, o meglio, da un software. Il testo prodotto non ha alcun significato, ma è la creazione stessa ad essere intesa come poetica e a trasmettere un certo senso estetico. Abbiamo qui a che fare con un concetto astratto e teorico che non è sempre in sintonia con l'opinione pubblica su ciò che è bello.

La net poetry ha avuto origine dalla videopoesia, che ha cambiato nome una volta entrata nel contesto multimediale. Ciò che appare sullo schermo è una dimostrazione delle potenzialità del supporto tecnico e va interpretato alla luce della visione dell’artista, proprio come si deve interpretare la sperimentazione di un poeta tradizionale sulla polisemia delle parole, ovvero tenendo presente la visione estetica dell’artista. Il genere poetico della webletteratura nasce quindi dalla convergenza tra informatica e arte e si concentra principalmente sul funzionamento del software. Infine, la letteratura ergodica rientra nella stessa ideologia, producendo un testo mobile, simile alla e-poetry, in quanto il testo non ha sempre un significato fisso, ma permette al lettore di intervenire attraverso l’interazione.

Tutto sommato, la webletteratura è multiforme e variegata sotto ogni aspetto, e la sua natura ibrida la rende refrattaria a qualsiasi forma di categorizzazione. Si tratta di un genere letterario eterogeneo ma inclusivo, che abbraccia la tecnologia informatica, i videogiochi, l’arte e le stesse categorie narratologiche utilizzate per comprenderla. Anche le strisce a fumetti rivelano nuove dimensioni e nuove potenzialità quando vengono rese disponibili online. I webcomics sono fumetti creati utilizzando l'ipertesto e sfruttano tutte le caratteristiche sopra descritte. Non è sufficiente, infatti, che un'opera sia digitalizzata e pubblicata online per rientrare nella definizione di webletteratura; deve piuttosto essere creata sul web ed essere accessibile attraverso le funzioni della piattaforma multimediale. Inoltre, la webletteratura si distingue soprattutto per la sua interazione con il pubblico e il coinvolgimento del lettore. La parola chiave è: convergenza.